PIACERE, PAOLO!

Mi piacciono le sfide. In 52 anni ne ho superate tante e alcune all’apparenza impossibili. Ognuna di esse mi ha insegnato qualcosa. E alla fine, in un modo o in un altro, ho sempre vinto, perché per me vincere vuol dire migliorarsi, anche quando è difficile “rialzarsi”.

Ho imparato sulla mia pelle che per andare lontano occorre un gran cuore e una volontà infinita.  

Con questo presupposto, o per meglio dire con questa convinzione, ho cercato di dare sempre il meglio, per me e per gli altri. Con dedizione e con forte motivazione ho intrapreso la carriera di medico, diventando chirurgo senologo. Ho avuto la fortuna di essere un allievo del Professor Veronesi, cui devo molto dal punto di vista accademico e umano.

Per un lungo periodo la mia professione è stata affiancata dall’impegno politico. Sono stato il Sindaco del mio paese, Castel Sant’Angelo: un borgo di 1300 abitanti della provincia di Rieti. È stata questa per me un’esperienza estremamente formativa dal punto di vista amministrativo, che mi ha consentito di approfondire alcune tematiche di particolare importanza per il nostro territorio tra cui le risorse idriche e l’assetto idrogeologico.

ln tema di diritti e in ambito socio-sanitario, ho sempre scelto di accettare anche le sfide più impegnative: ricordo - ad esempio - quando entrai a per far parte della unità di crisi per l’emergenza aviaria.

Quando nei giorni scorsi mi è stato chiesto un impegno ancora maggiore per il mio territorio, mi sono subito dimesso da Direttore sanitario della Asl di Rieti, un ruolo che sono stato chiamato a ricoprire solo 9 mesi fa. Una decisione difficile e sofferta, visto il grande lavoro di squadra che - assieme alla dirigenza e a tutto il personale della Asl – abbiamo portato avanti con coraggio e passione per rilanciare ulteriormente la Sanità reatina.

Ho accettato la sfida di candidarmi perché il nostro territorio, le cui difficoltà sono state acuite dal sisma, ha bisogno di mettere in campo tutte le risorse per il rilancio socio-economico. Oggi più che mai necessario. 

Stare a guardare quando si ha la possibilità di fare non è un modo di vedere che mi appartiene: sarebbe in contraddizione con la mia storia personale. 

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